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CARNIA: VALLI DI TEMPO E DI PIETRA

Le architetture della Carnia – Pubblicazione a cura di cre@ttiva (Tolmezzo) 

Ideazione e testi della pubblicazione (libro e CD-Rom multimediale) edita da cre@ttiva (Tolmezzo) e dedicata alle architetture della Carnia. Un libro narrativo e didattico, che aiuta a comprendere la declinazione di stili e forme costruttive nello scorrere del tempo e nei microcosmi delle valli.

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“La nostra pubblicazione è un punto di vista, per uscire dagli itinerari confezionati del “turismo usa e getta”, per capire, fissare, spiegare il senso vario e multiforme di questa regione prealpina ed alpina, attraverso una chiave di lettura parziale e privilegiata, quella dei segni architettonici. Un approccio che richiede quantomeno i riferimenti minimi di una chiara topografia e di una cronologia essenziale, partendo da un indizio etimologico: il nome Carnia – come Carinzia, Carniola, Carso – è probabilmente legato alla radice celtica “Kar”, “roccia”. Una terra aspra e povera, dislocata tra i 323 metri del capoluogo, Tolmezzo, e i 2780 metri del Coglians. Un mondo di dûrs, che però nasconde tra le infinite pieghe del paesaggio episodi di estrema raffinatezza, rivelandosi con misurata cortesia e sorprendente gusto affabulatorio. Un mondo toccante, che sa parlare di se stesso e ancora oggi sa raccontare la  sua storia. Un mondo arcadico e cosmopolita insieme, dove il lavoro negli stavoli e nelle malghe o le “precise vocazioni” artigiane sono state affiancate per secoli dai viaggi commerciali transeuropei degli emigranti stagionali, i cramârs; un mondo celtico, latino, tedesco, attraversato dai Longobardi e dai Cosacchi; un mondo dove sullo sfondo delle vicende dei popoli emergono figure imponenti o esili ombre di fantasmi immortali: è allora impossibile non pensare a quell’Jacopo Linussio, il Benetton del Settecento che, con la sua manifattura tessile, diede lavoro a oltre trentamila persone e respiro alla moribonda Repubblica di Venezia, o alla leggendaria “toccata e fuga” di Mozart in una fredda notte di Paularo o all’estremo vagabondare di Leonardo da Vinci nei Forni Savorgnani, forse fissato per sempre nello sfumato dolomitico della sua Gioconda. Un mondo, la Carnia, che è civiltà composita e dove l’architettura è la più intensa testimonianza di questa straordinaria varietà manifestata come discreta regola, mirabile frutto silenzioso maturato attraverso il paziente divenire di molte, alterne stagioni.”.

Brano liberamente tratto dall’introduzione del volume

Sotto una gallery di fotografie dedicate alle case e alla cultura materiale della Carnia: molte sono state scattate all’interno del Museo Carnico di Tolmezzo, uno tra i più importanti musei etnografici delle Alpi e d’Europa.

NAVIGAZIONE RAPIDA

Belluno: la provincia delle Dolomiti
Carnia: valli di tempo e di pietra
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Fiume: una storia italiana
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Friuli Venezia Giulia: terra e sapori
Pordenone: la nostra città
Pordenone e Matera: Fadiesis Accordion Festival
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