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Ricordo di Fiume

Progetto grafico, revisione editoriale: Primalinea
Editore: Associazione Giuliani nel Mondo, Trieste, 2006

Che cosa resta della propria terra, abbandonata drammaticamente dopo l’esodo nel secondo dopoguerra? Un groviglio inestricabile d’immagini, sentimenti, sensazioni, accompagnati dalla dura consapevolezza di un distacco definitivo… Raccogliendo le fotografie e le cartoline delle loro collezioni private, Igidio Ferlan (emigrato in Australia) e Claudio Fantini (emigrato in Svezia), esuli da Fiume, ci restituiscono l’immagine e lo spirito della loro città perduta: uno scrigno di “ricordi” che Primalinea accompagna con una grafica accurata e una preziosa stampa d’antan a due colori. Per cogliere lo spirito della pubblicazione, lasciamo la parola a Iginio Ferlan: “In queste pagine non si vuole parlare di politica, perché sarebbe contro le nostre intenzioni. Questo libro è stato più semplicemente realizzato per far conoscere quei posti e quei momenti che a noi anziani rievocano sensazioni che non si possono descrivere.  

Il titolo del volume è Ricordo di Fiume, scelto con semplicità per esprimere con chiarezza la nostra intenzione di non dissertare di storia moderna o passata, né trattare argomenti che potrebbero far riemergere sentimenti utopici o sogni di un paradiso che mai più potrà avverarsi. Il libro è innanzitutto una raccolta di fotografie che possono far rivivere ricordi in  chi ha vissuto in quella terra benedetta dai nostri padri.  Nelle sue pagine i lettori incontreranno i nomi perduti delle vie e delle piazze, scoprendo luoghi a noi così cari e aspetti quotidiani del nostro stile di vita. 

I testi sono proposti in italiano, inglese e spagnolo, per agevolare la lettura del volume ai figli, ai nipoti, ai pronipoti di quanti sono nati nella nostra terra e per aiutare le giovani generazioni   a comprendere la nostra sofferenza (…).

Dopo questo viaggio nel nostro passato, il libro si conclude con immagini emblematiche di quel drammatico giorno quando noi tutti abbiamo intrapreso strade diverse.”