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Tutti i mestieri del mondo.
Un secolo di emigrazione bellunese 

Testi a cura di Romeo Pignat
Progetto grafico: Primalinea 
Editore: Edizioni Bellunesi nel Mondo, Belluno, 2016

C’è una regola che accomuna tutte le storie di emigrazione: si emigra per conquistare, attraverso il lavoro, una dignità individuale e sociale spesso negata a casa propria. Per questo il lavoro, insieme strumento e fine, è l’assoluto protagonista di quell’andare per il mondo che è la linfa vitale del nostro pianeta. Sono i continui flussi di mani, intelligenze e motivazioni, a trasformare il presente e a costruire il futuro. Questa legge fondamentale, che regola economie e società, è ben nota a generazioni di bellunesi, protagonisti di un’epopea migratoria con antiche radici, che ha raggiunto i suoi picchi massimi tra l’ultimo quarto dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento. Molti hanno praticato le attività tradizionali dell’emigrazione temporanea da questo territorio: boscaioli, zattieri, seggiolai, esamponari, scalpellini, commercianti ambulanti, gelatieri. Altri sono stati risucchiati dalle grandi ondate migratorie, sospinti dal bisogno nei cinque continenti, adattandosi alle offerte più disparate: dal bracciantato agricolo nelle distese vergini del Rio Grande do Sul, in Brasile, al lavoro in profondità nelle miniere del Belgio, a quello in quota nei cantieri stradali e idroelettrici delle Alpi svizzere. Tutti i mestieri del mondo èun album fotografico che fissa alcuni di questi momenti, con immagini che attraversano quasi un secolo e, nella loro successione cronologica, ci lasciano intravedere un cammino storico, sociale e culturale, percepibile non solo per i segni oggettivi, le mutazioni delle mode e dei paesaggi sullo sfondo, ma anche per l’evoluzione dello sguardo, per come si rappresenta o ci si fa ritrarre, tradendo un vissuto, un sentimento di appartenenza a un’epoca e a un luogo.