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IERIMO, SEMO, SAREMO
Storie di 100 Circoli e di migliaia di giuliani nel mondo

A cura di Eugenio Ambrosi    
Primalinea di Pignat Romeo & C. SNC, Pordenone, 2020

IISBN 978-88-942373-4-4
@ Associazione Giuliani nel Mondo – Trieste

Formato 29,7×21. Copertina: plastificata opaca
Pagine: 402
Genere: monografia storica
Volume corredato di fotografie in bianco e nero

Non disponibile in catalogo


100 Circoli, migliaia di giuliani nel mondo e ormai un secolo e mezzo dalle prime partenze documentate dalla Venezia Giulia… Quella dell’emigrazione e dell’associazionismo giuliano è una storia complessa, che si perde nei rivoli dello spazio e del tempo, sbiadendo con il trascorrere degli anni. Per ricollegare le tracce e ricostruire le trame di questa storia, il curatore Eugenio Ambrosi si è impegnato in un monumentale lavoro di ricerca, procedendo come un investigatore tra miriadi d’indizi e ricomponendo legami che si erano affievoliti o addirittura interrotti. “Ho trovato affascinante aprire vecchi fascicoli e ritrovare documenti di una storia viva da leggere attraverso veline sbiadite e lettere ingiallite, cartoncini augurali e inviti a cerimonie, locandine e poster, comunicati stampa e circolari, giornali e bollettini, fatture e ricevute, spesso con annotazioni a mano: Atti! – al Presidente – Ne parliamo – Mai pervenuta! – Non c’è peggior sordo… ma anche cronache di scissioni e fusioni, appelli per un intervento finanziario, necrologi di amici dirigenti e biglietti preoccupati per l’affievolimento delle attività associative. Certo, la ricostruzione delle storie degli oltre 100 Circoli censiti non è stata facile e per completarle non è stato sufficiente andare a cercare informazioni sui giornali del tempo: quelli locali e quelli italiani pubblicati all’estero, i bollettini dei nostri Circoli, i giornali pubblicati dall’AGM direttamente o nell’inserto di Voce Giuliana. Anche per questo in corso d’opera ho chiesto a novembre ai Circoli di inviarci il materiale disponibile, documenti e fotografie, che potesse esserci d’aiuto in questo lavoro; e poi a metà febbraio ho messo a disposizione di ciascun presidente la storia del suo Circolo, perché ci aiutasse a correggerla ed integrarla e si sentisse così coinvolto in qualche modo nei preparativi  del 50° Anniversario AGM. E poi a metà aprile, a maggio, giugno, settembre… A metà aprile siamo tornati alla carica e per molti Circoli è stato necessario un ulteriore intervento, scritto e telefonico, per riuscire ad avere riscontro.” Un lavoro paziente e minuzioso che ha portato i suoi frutti, oltre le attese: “Al punto che non solo è stato possibile completare le storie dei Circoli tuttora esistenti e scrivere quelle  dei Circoli venuti meno negli anni ma anche ritrovare Circoli di cui si erano perse completamente la documentazione e la memoria.” Una storia rimessa a fuoco in tanti dettagli, prima che fosse troppo tardi.


L’AUTORE

Eugenio Ambrosi

Nato nel 1954 a Riccione da padre originario di Pinguente nell’Istria centrale, laureato in Scienze Politiche e in Relazioni Pubbliche, già dirigente presso la Regione Friuli Venezia Giulia e docente di comunicazione, di strategia e di programmazione comunitaria presso l’Università di Trieste, Eugenio Ambrosi è stato anche vicepresidente dell’Associazione Giuliani del Mondo, esperienza che gli ha consentito di conoscere dall’interno questa realtà e di raccontarne con competenza la storia. Tra i suoi grandi interessi la comunicazione istituzionale e le vicende dell’emigrazione giuliana, cui si affianca una vera e propria passione per i Beatles, cui ha dedicato scritti e pubblicazioni, tra cui P.R. I love you. A lezione con i Beatles: le relazioni pubbliche, l’informazione, la comunicazione, i new media, edito nel 2016 da LuoghInteriori, e ancora prima B come Beatles, edito nel 2011 da Mgs Press e scritto a quattro mani con la figlia Viviana. Per Lint ha pubblicato nel 2008 A, B, C, D… Trieste, la regione, l’Europa. Alla sua terra d’origine ha dedicato Il Quieto e la tempesta, edito da IRCI nel 2019: più che un saggio un viaggio alla ricerca delle proprie radici. “Divenne un pensiero ricorrente: c’era gran parte della storia familiare che mi legava all’Istria, ma di cui sapevo pochissimo, tanto da non averla presa in considerazione. Dovevo indagare.”