C’era una volta la Slavia… An sáda?
Testi di Ferruccio Clavora
Illustrazioni di Simone Clavora, Sergio Metus
Pubblicazione edita per l’Istituto Slavia Viva
Primalinea di Pignat Romeo & C. SNC, Pordenone, 2021

ISBN 978-88-942373-6-8
Formato 24×21. Copertina: plastificata opaca
Pagine: 96
Genere: monografia storico-culturale
Volume corredato di fotografie e illustrazioni
Un libro particolare, scritto con passione e senso di responsabilità verso le proprie radici: la narrazione progredisce da racconto lieve, tra storia e leggenda, ad amaro pamphlet che c’immerge nel clima particolare di una terra slavofona di frontiera del nordest friulano, marginalizzata e duramente schiacciata da ideologie e sistemi politici contrapposti. Come scrive Graziella Qualizza nella prefazione, “questa pubblicazione sulla Slavia è diversa da tutte le altre. Ovviamente racconta delle origini di questo popolo, della sua collocazione etnologica, dei vari capitoli della sua vicenda storica, dei suoi rapporti con le varie realtà statali delle quali ha fatto parte, del suo tragico consumarsi nel disinteresse di quella Patria che tanto ha amato, ma che poco l’ha considerato, abdicando di fronte alle pretese egemoniche della nazione vicina.
Quello che differenzia questo libro dai precedenti racconti sulle Valli del Natisone o Schiavonia veneta sopra Cividale o Slavia italiana, veneta o friulana o Beneška Zlavija è lo spazio che viene dedicato al processo di sradicamento nazionale perpetuato in nome dei buoni rapporti da mantenere con questi vicini.
Estenuato dall’impegno di voler essere riconosciuto per quello che è veramente, questo popolo ha smesso di lottare e sta abbandonando il campo: la demografia parla chiaro.
Questa “diversa” storia vuole testimoniare responsabilità, omissioni e tradimenti. A futura memoria.
In un futuro più o meno lontano, quanti cercheranno di capire le ragioni del disastro dovranno trovare anche questa interpretazione dei motivi che hanno determinato la fine del percorso di questo popolo e utilizzarla per attribuire le responsabilità.
Nel treno che lo portava verso Fort Sill in Oklahoma, dove trascorrerà la sua prigionia, l’ultimo dei grandi capi Apache, Geronimo, rivolgendosi ai suoi compagni di sventura mormorò sconsolato: ‘Forse il Dio Unico ha deciso che il tempo del nostro popolo è finito.’” Un’immagine illuminante che ci porta nel cuore di questo libro e della sua tesi, riassunta con drammatica provocazione nella domanda retorica del titolo: C’era una volta la Slavia… an sáda? (… e adesso?).
L’AUTORE
Ferruccio Clavora
Si dedica da sempre ai migranti e alle comunità linguistiche minoritarie, come testimonia il suo percorso professionale. Laureatosi in Belgio in Economia e Commercio e in Sociologia, entra a far parte dell’Ufficio Studi della Confederazione dei Sindacati Cristiani del Belgio (Bruxelles). Si trasferisce poi alla sede di Colonia del Patronato Acli; trascorre quasi un anno a Londra per seguire i progetti di riqualificazione professionale dei lavoratori migranti del Fondo Sociale Europeo; è eletto consigliere nazionale delle Acli in rappresentanza del mondo dell’emigrazione. Dopo il terremoto del 1976 rientra nelle sue Valli per aprire la sede di Cividale del Friuli dello Slovenski raziskovalni Institut (Istituto di ricerche sloveno), dove approfondisce le questioni dello sviluppo socio-economico delle zone marginali. Iscritto all’Albo dei Giornalisti professionisti, opera per l’Agenzia giornalistica Ponteco di Trieste, collaborando con La Cité (Bruxelles), Il Corriere del Ticino (Lugano), L’Espresso, il Primorski Dnevnik (Trieste) e altre testate locali. Per Tele Capodistria realizza una serie di trasmissioni sul processo di costruzione europea. Nel 1992 diventa direttore dell’Ente Friuli nel Mondo, contribuendo a innovare radicalmente la programmazione delle iniziative regionali in materia di emigrazione. Dal suo rientro nelle Valli dà un apporto decisivo alla valorizzazione della peculiare comunità della Slavia friulana – anche a livello europeo collaborando con il Ciemen di Barcellona – promuovendo associazioni culturali e curando pubblicazioni sui due temi che lo hanno visto sempre impegnato in prima linea.
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