Casa Museo Biblioteca Beethoveniana Beethoven. Energia d’Europa: la mostra a Muggia nel 200° Anniversario della Nona Sinfonia

Dopo tante mostre documentarie e virtuali, si è presentata la grande occasione per Primalinea per realizzare una mostra popolata di oggetti, documenti e opere d’arte: un nuovo capitolo dell’avvincente collaborazione con la Famiglia Carrino (Sergio, Giuliana, Ludovico) che nella Casa Museo Biblioteca Beethoveniana di Muggia accoglie quella che è stata definita dal direttore Malte Boecke del Beethoven-Haus di Bonn, “senza dubbio la più interessante collezione di temi relativi alla ricezione e all’impatto di Beethoven dal XIX secolo fino a oggi.” Con i suoi circa 11.500 tra oggetti d’arte e documenti in 12 raccolte, la Collezione Carrino ha offerto uno spunto straordinario per onorare con una mostra ospitata nel Museo Carà di Muggia il 200° Anniversario della prima esecuzione della Nona Sinfonia. Con la Nona Sinfonia Beethoven ha consegnato al mondo un Monumento musicale, un capolavoro che apre strade strumentali (e non solo) “talmente innovative che molti hanno fatto fatica a comprendere” (Giovanni Bietti), come l’inserimento di un Coro in una Sinfonia, con quell’“Ode alla gioia” musicata su testo del poeta tedesco Friedrich von Schiller e destinata a diventare Inno d’Europa nel 1972.
Patrimonio Unesco dal 2001, la Nona Sinfonia s’impone non solo per i suoi valori musicali, ma anche per la sua portata etica e filosofica. È un viaggio in quattro movimenti dal buio alla luce, dalle forze oscure e contraddittorie che combattono dentro gli individui e nelle collettività, all’aspirazione a superare il dolore e le lacerazioni in un abbraccio di fratellanza universale. Una tensione che eleva l’umanità verso l’alto, verso la “Schöner Götterfunken”, la “bella scintilla divina” della Gioia.
In questo quadro culturale di significati, la mostra propone un percorso di raro valore documentario e di preziosa qualità artistica.
La prima parte è dedicata alla Nona Sinfonia, con una selezione di pezzi della Collezione Carrino che la documentano sia dal punto di vista storico, sia da quello artistico.
Il viaggio prosegue esplorando l’incontro tra l’universo beethoveniano e lo sguardo del collezionista: un invito a vedere oltre il guardare: si entra così nel mondo sconosciuto dei piccoli oggetti d’arte, come ex libris e medaglie, di cui la Collezione Carrino conserva le più importanti raccolte beethoveniane al mondo.
Un’ampia sezione è dedicata a Beethoven: il suo rapporto con la Natura. Il dramma della sordità, affrontata eroicamente. Le sterminate produzioni artistiche che hanno immortalato e trasfigurato il suo volto. Il suo Mito, che ha influenzato la politica, il costume, la pubblicità, entrando come “prodotto” nella vita quotidiana, tra venerazione e dissacrazione.
Non manca un omaggio al rapporto di Beethoven con Trieste, dove il Compositore non è mai stato, ma cui è legato da singolari (e talora incredibili) circostanze.
Nel percorso espositivo trovano posto un centinaio di elementi di grandi e medie dimensioni, e molti altri piccoli oggetti d’arte, come ex libris, medaglie, cartoline. Una trentina di pannelli grafici ed esplicativi in due lingue accompagnano il visitatore, che può anche disporre di una guida online in quattro lingue accessibile in loco tramite QR-Code. Sono inoltre presenti tre postazioni video, con contributi audiovisivi originali.
SFOGLIA LA GALLERY DELLA MOSTRA (foto di Cesare Bellafronte)
La mostra è stata realizzata con il fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Muggia e della Fondazione CRTrieste. Tra i partner: il Conservatorio “G. Tartini di Trieste, l’Associazione G. de Banfield di Trieste, l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia e, soprattutto, il Beethoven-Haus Bonn, massima istituzione mondiale dedicata a Beethoven. Una mostra, dunque, di spessore internazionale, per temi, possibilità di lettura e qualità dei partner.
Il concept e la direzione artistica della mostra sono stati affidati a Primalinea, che ha lavorato in stretta collaborazione con la famiglia Carrino.
Curatori
Sergio Carrino, Giuliana Malfatti, Ludovico Carrino
Casa Museo Biblioteca Beethoveniana, Muggia
Concept e direzione artistica
Romeo Pignat, Manuela Coassin
Primalinea, Pordenone
Contributi scientifici
Giovanni Baldini, William Kinderman, Letizia Michielon, Julia Ronge
Fotografie
Cesare Bellafronte
Produzione video
Alex Chiabai, Pietro Cromaz
Lablur Studio, Udine
Social Media Manager
Francesca Zavino
Traduzioni
Lexilab srl, Pordenone
Allestimento
Michele Gaiarin
Arte Vetrina, Pordenone
Stampa
Tipografia Sagittario, Bevazzana (VE)
Grafica Delizia, Casarsa della Delizia
Si ringraziano per la gentile collaborazione:
Massimo Premuda
Museo d’Arte Moderna Ugo Carà, Muggia
Giorgio e Laura Bernardi
Boris Kozina







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