MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta: un progetto che ci riguarda e resta nel tempo

“Un museo che merita di essere visto! Molto interessanti i video, le storie e anche i documenti presenti. Ci sono stata con i miei figli e incredibilmente non volevano più uscire. È proprio strutturato bene!”
Jenny Cappellin (recensione Google)
“Ho visitato il nuovo museo pochi giorni fa ed è stata un’esperienza davvero coinvolgente. Chi come me è figlia di emigranti cerca sempre nei volti e nei momenti una traccia del proprio passato che ha conosciuto solo nei racconti, nel detto e nel non detto, nel sottointeso. Il museo dà la possibilità di dare una voce e una fisionomia a questo passato e a farlo diventare per un momento un intenso presente. Ho apprezzato molto il costante rimando con l’attualità e l’ampliamento della prospettiva che inserisce la migrazione veneta nel più ampio quadro della mobilità internazionale.”
Paola Celentin (recensione Google)
Nell’era della comunicazione che si scioglie in tempo reale, realizzare un Museo significa affrontare un progetto destinato a durare negli anni o addirittura nei decenni.
Con il MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta, Primalinea ha risposto alla chiamata dell’ABM – Associazione Bellunesi nel Mondo, dodici anni dopo la realizzazione del MiM – Museo Interattivo delle Migrazioni di Belluno: l’obiettivo era sia ampliare il MiM, con contenuti su scala regionale e l’aggiunta di una nuova sala, sia creare un ambiente fisico e reale ampiamente accessibile.
L’occasione per il salto di qualità è stata offerta attraverso un bando PNRR gestito dal Ministero della Cultura, che ha visto in lizza un’ottantina di partecipanti, con tre soli progetti finanziati: oltre al MEV, quelli del Museo della Porziuncola di Assisi e del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Primalinea ha collaborato con l’ABM anche nell’ideazione dei contenuti strategici e creativi previsti dal bando.
Gli spazi rinnovati ereditano il patrimonio del precedente MiM e puntano su un’esperienza inclusiva e multimediale. Il MEV propone un percorso contemporaneo che intreccia oggetti, documenti, fotografie, testimonianze. In uno spazio compatto, sono presenti ben diciassette installazioni multimediali, con filmati e approfondimenti interattivi. Una MEVApp, realizzata con ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale, arricchisce la visita, offrendo inoltre ai gestori la possibilità di continui aggiornamenti dei contenuti: disponibili in sei lingue e progettati per essere fruibili da un pubblico internazionale e multi-generazionale, con particolare riguardo alle persone con disabilità.

Il MEV non è un museo della nostalgia, ma un luogo di riflessione.
Non offre risposte preconfezionate, ma invita a interrogarsi sul significato della mobilità umana, del lavoro, dell’identità e dell’appartenenza.
Il percorso si sviluppa attorno a tre grandi temi – PARTIRE, LAVORARE, COSTRUIRE – ricordando come l’emigrazione non appartenga soltanto al passato, ma continui ancora oggi a interessare centinaia di migliaia di italiani, come gli sguardi d’ieri incontrino le esperienze di oggi. Una storia attuale, dunque, che riguarda tutti noi: cittadini di una Repubblica che, all’articolo 35 della Costituzione, tutela il lavoro italiano all’estero, riconoscendo nell’emigrazione uno spazio di realizzazione della persona.
La direzione artistica del Museo, il primo dedicato all’emigrazione veneta, è stata curata da Primalinea (Romeo Pignat direzione artistica, Manuela Coassin graphic design, Mirto Antonel interior design). New Habits di Santa Cruz de Tenerife ha realizzato MEVApp e sito web. Arte Vetrina di Pordenone gli allestimenti. Lablur Studio di Udine le produzioni audiovisive. Mocchi’s di Conegliano la realtà aumentata. Murer Cantieri Audiovisivi di Cesa (Belluno) le tecnologie multimediali. Full Service di Pordenone la stampa su grandi formati. Neon Friuli di Porcia le insegne esterne.
Il lavoro è stato realizzato in stretta collaborazione con la squadra dell’ABM, con il coordinamento generale del direttore Marco Crepaz e i preziosi contributi di Simone Tormen e Giulia Francescon, guida testimonial del Museo.
Sotto una Galleria con alcune immagini del MEV (utilizzare le frecce per scorrere le immagini)























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